CANCELLAZIONE DELLO STATO DI INSOLVENZA DAL REGISTRO INFORMATICO DEI PROTESTI

Data di Pubblicazione: 13 dicembre 2011

Interessante sentenza delle Sezioni Unite della Suprema Corte nella quale mi “imbatto” nel corso della trattazione di un procedimento giudiziario per la cancellazione del nominativo di un debitore dal Registro informatico dei protesti, una volta estinto, nel rispetto delle condizioni di legge, il proprio debito.

La sentenza ripropone la questione relativa al principio della separazione dei poteri e il divieto posto al giudice ordinario dalla legge 20 marzo 1865, n. 2248 all. e, di usurpare l’esercizio di una potestà pubblica. La sentenza risponde efficacemente alla seguente domanda: <<Può il Giudice ordinario annullare apposito atto di rigetto dell’istanza di cancellazione dal Registro informatico dei protesti emesso dalla Camera di Commercio?>>

Ebbene, le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 4464/2009, si sono pronunciate per la prima volta sul procedimento di cancellazione dal Registro informatico dei protesti, affermando che non sussiste alcuna usurpazione dell’esercizio di una potestà pubblica nell’ipotesi in cui il giudice ordinario annulli il provvedimento di reiezione dell’istanza di cancellazione del nominativo del debitore dal Registro informatico dei protesti. Si rientra, nel caso di specie, in una di quelle ipotesi eccezionali in cui al predetto giudice è riconosciuta la legittimazione ad attuare la tutela giurisdizionale piena e completa del diritto soggettivo leso dal provvedimento amministrativo, attraverso non soltanto la disapplicazione, ma anche la sua diretta caducazione.

(Per la sentenza integrale, molto interessante anche per altri aspetti, inviatemi una richiesta in caso non riusciate a trovarla in altro modo: sarò lieto di trasmetterla!)